Festa di San Calogero PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 11 Giugno 2011 18:29

Preghiera

 

O Dio che ci hai dato in San Calogero un modello di perfezione di vita cristiana, donaci, sul suo esempio, di essere saldi nella fede e operosi nella carità. Tu che esaudisci chi ti invoca, concedici, per intercessione di San Calogero, la grazia che ti chiediamo e fa che segni per noi l'inizio di un vero rinnovamento di vita spirituale. Te lo domandiamo per Gesù Cristo tuo figlio e nostro Signore.

Amen

 

Festa di S.Calogero

17 e 18 giugno

"Sempre caratteristica è la festa di S.Calogero. Molti stefanesi portano il suo nome, da tempi lontani, come risulta dai registri parrocchiali. La sera del 17 giugno si ripete una vivace fiaccolata, con i caratteristici "fanara", che accompagna la statua del santo dalla Matrice alla vetta dil monte S.Calogero, ove sorge la sua chiesetta, che domina il paese; si pernotta all'aperto, per fare la guardia del santo, e arrivano i pellegrini da diverse contrade ( lu viaggiu). C'è chi provvede a dare da mangiare a tutti; talora da un vicino "marcatu" arriva ricotta e seru. La mattina seguente si riconduce il Santo alla Matrice. C'è anche la tradizione di fare benedire il pane. (da una Chiesa nel cuore di Calogero Messina).

"Dopu lu vespiri  sta sira portanu a lu pizzu S.Caloriu.  A lustru di fanara la muntata acchiananu pianu pianu; c'è cu prega, c'è cu canta: S.Caloriu ncapu un munti, S.Caloriu pinitenti e pi Vù prigammu sempri. C'è cu parla di lu so'  raccoltu e chiedi aiutu a S.Caloriuzzu, ca nni li munti di cuschina S.Caloriu sempri camina." C.Messina

Storia di S.Calogero

S.Calogero è una grande figura della seconda metà del V° secolo. Nato a Calcedonia, venne in Sicilia con i Santi compagni Gregorio e Demetrio e molti cristiani, perchè nel proprio paese non potevano più professare la loro fede al tempo dello scisma di Acacio, Patriarca di Costantinopoli.     Sbarcato a Lilibeo (oggi Marsala), vi perdette i due compagni che subirono il martirio. Venuto sul monte Kronio si manifestò nel dono dei miracoli e in particolare nello scacciare i demoni. Dal kronio si partì per evangelizzare parte della Sicilia, lasciando ovunque il segno della sua santità, come testimoniano le tante grotte e località: Naro, Agrigento, Palermo, Lipari e certamente S.Stefano Quisquina dove, da tempo immemorabile, sul pizzo della "finocchiara" sulla parte alta del monte è stata costruita una piccola cappella in  suo onore. S.Calogero, dopo avere peregrinato in tanti luoghi della Sicilia, si ritirò nella grotta del monte Kronio per prepararsi al grande incontro con il Signore.  Ma ormai sia per l'età come per le infermità era costretto a stare nella sua dimora, per cui era difficile procurarsi il cibo. Il Signore, che provvede ai fiori dei campi e agli uccelli del cielo, lo provvide miracolosamente inviandogli una cerva che lo nutrisse con il suo latte. La bestiola gli divenne amica. Il santo trovava in lei uno svago: la accarezzava, la chiamava per nome ed essa gli leccava le mani e gli si accovacciava ai suoi piedi. Si allontanava solo per procurarsi il cibo nella boscaglia.  Di buon mattino un cacciatore armato  di frecce batteva la zona in cerca di selvaggina. La cerva del Santo pascolava tranquillamente quando il cacciatore la vide, puntò l'arco scocca la freccia e colpisce la cerva. Ferita gravemente corre a rifugiarsi presso il Santo. Il cacciatore la insegue e la raggiunge ormai agonizzante. E' sorpreso di incontrarsi con il Santo, di cui conosceva la fama di santità. Lo vede afflitto, mentre accarezzava la povera cerva morente, gli si getta ai piedi e piangendo gli chiede perdono. Il Santo lo rassicura, lo conforta e lo esorta a una vita migliore. Il cacciatore divenne l'amico e il compagno fedele degli ultimi giorni della sua vita. S.Calogero morì nella grotta sulla vetta del monte Kronio. I suoi resti mortali nel 1490, alla chiusura del monastero che si trovava ai confini della città di Kronio, furono portate nell'illustre monastero di Fragalà. Nel 1867 sono state portate nella Chiesa Madre di Frazzanò, dove attualmente sono ancora venerate. Il 12 giugno 2000 Mons. Ignazio Zambito, Vescovo di Patti, ha donato alla comunità di S.Stefano le reliquie del Santo. Sono state collocate in un reliquiario e in occasione della festa vengono esposte alla venerazione dei fedeli.        

                           

Sul  "pizzo"  della Finocchiara nel 1990, con la collaborazione di un comitato appositamente costituito, è stata ricostruita  la piccola chiesa in suo onore. Oggi la chiesetta di S.Calogero al "pizzo" è un piccolo gioiello collocato sul monte come un faro, acceso anche di notte, viene visto da ogni parte ed  è meta di tanti pellegrini che devotamente vi si recano. Il giorno della festa, 18 giugno, molti fedeli, provenienti anche dai paesi vicini, portano al pizzo il pane per speciali promesse o per devozione, che viene benedetto e distribuito a tutti  dopo la celebrazione della Santa Messa                                    

 

                                                                          

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Giugno 2011 09:40
 

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